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1962 - Il 7733 e le Colonnine

Nel 1945 era stato istituito in Italia un numero nazionale di emergenza, il 777, antesignano del 112 attuale, che fu sostituito nel 1968 dal 113, nel 1976 dal 212121 dei Carabinieri, diventato 112 nel 1981, e dal 115 nel 1987.

Prima dell’avvento del 118, numero unico per le emergenze sanitarie, che a Milano è entrato in funzione il 16 febbraio 1994, il centralino di coordinamento delle chiamate di pronto soccorso per la Città di Milano era stato creato in via sperimentale nel 1961 ed affidato per breve periodo alla Croce Rossa Italiana, con il numero 3886.

Corriere della Sera del 29 gennaio 1962

Il 25 novembre 1961 il servizio fu quindi trasferito presso il Comando della Vigilanza Urbana in Piazza Beccaria, a due passi dal Duomo, con il nuovo numero 7733.

Adesivo del 7733 che veniva lasciato nei portoni e nelle portinerie

La sala operativa del 7733 si trovava al secondo piano del Palazzo che un tempo ospitava il Capitano di Giustizia, costruito fra il 1578 e la fine del secolo su disegno di Pietro Antonio Barca, rielaborato ed ampliato nel 1879, infine ripristinato nel 1960 da Piero Portaluppi, dopo la distruzione avvenuta nel 1943 a causa dei bombardamenti alleati.

Il comando dei Vigili Urbani in Piazza Beccaria

Una breve parentesi storica: quella del Capitano di Giustizia - un personaggio che anticamente veniva scelto tra i famosi dottori del Collegio dei giureconsulti - era una vetusta e prestigiosa figura della magistratura milanese, risalente al periodo visconteo, e istituita da Gian Galeazzo Visconti nel programma di ristrutturazione delle istituzioni dello stato milanese. Essa aveva giurisdizione prevalentemente sulla criminalità in Milano città e sul territorio fino a dieci miglia fuori di essa.

La centrale operativa del 7733 con i Vigili Urbani in servizio

Il funzionamento del coordinamento era molto semplice: il cittadino chiamava il 7733 per chiedere soccorso; i Vigili Urbani di turno, che non avevano particolari competenze sanitarie, prendevano nota ed attraverso una linea telefonica dedicata chiamavano il centralino della Sede della Croce più vicina al punto della chiamata o una ambulanza che si trovasse in “colonnina” nei pressi.

Un caposervizio risponde alla chiamata ad una colonnina in Milano

Le “colonnine” erano in origine i punti fissi di stazionamento delle ambulanze nella città a Milano, così chiamati perché un tempo erano caratterizzati da una "colonnina", cioè un telefono chiuso in un armadietto in metallo sospeso su una colonnina, simile a quelli in uso ai parcheggi taxi, che permetteva alla centrale operativa di contattare direttamente l'equipaggio che stazionava con l’ambulanza in prossimità.

 

Il tabellone delle colonnine: i Vigili con i magneti
indicavano il nome della Croce che occupava la colonnina

Il termine “colonnina” rimase in uso anche quando le ambulanze vennero dotate di apparecchio radio ricetrasmittente. Da quel momento la richiesta di soccorso fu trasmessa dal 7733 via telefono solo al centralino della Croce; era poi compito del centralinista di turno della Croce trasmetterla rapidamente via radio all’equipaggio che stazionava in “colonnina”. In un primo tempo i cittadini per allertare un soccorso potevano chiamare direttamente anche i centralini delle Croci; successivamente si iniziò a rispondere a queste chiamate invitando a chiamare il 7733.

I Vigili rispondono alle chiamate al 7733

Il servizio in Centrale Operativa, attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, era normalmente garantito da 4 Vigili Urbani di giorno e da 2 di notte; venivano gestite mediamente 1000 telefonate al giorno.

I servizi erano classificati su due soli livelli di emergenza: “Normale” e “Urgente”, intendendo con il termine “Urgente” i servizi con uso di lampeggianti e sirena. Solitamente il 7733 forniva anche all’equipaggio o al centralinista una sommaria descrizione del motivo della chiamata. Rimaneva invece di esclusiva competenza e responsabilità del capo servizio dell’ambulanza la scelta dell’ospedale a cui recarsi dopo aver caricato il paziente, scelta che veniva effettuata in base alla vicinanza ed alla diagnosi effettuata. L’ospedale di destinazione non doveva essere comunicato al 7733, mentre invece doveva essere comunicato il servizio “a vuoto”, e cioè il caso in cui, giunta sul posto, l’ambulanza non avesse trovato nessuno ad attenderla.

Ecco alcuni brani di dialoghi con il 7733: “Verde ha una macchina?” “Si” “Bene me la manda in normale in Viale Papiniano…”; “Verde, per la Baracca, urgente in Corso Vercelli…”. I servizi rifiutati dovevano essere segnati sul retro del brogliaccio.

Quando l’ambulanza dava via radio il libero dall’Ospedale, che non doveva essere comunicato al 7733, il centralinista chiamava il 7733 per “cercare una colonnina”; si faceva cioè dire dal 7733 quali fossero le colonnine al momento libere ed in base alla risposta ne sceglieva una e vi indirizzava l’ambulanza, con il rischio che nel frattempo la colonnina venisse occupata dall’ambulanza di un’altra Croce.  In tal caso si poteva decidere di far restare in colonnina come seconda macchina o richiamare il 7733 e farsi dire altra colonnina libera. Quando la macchina era giunta in colonnina, come prima o seconda macchina, bisognava avvertire il 7733, che con il magnete la inseriva sul suo tabellone di controllo.

Nei primi anni le colonnine potevano erano presidiate 24 ore su 24; dagli anni ’70, a seguito di alcuni spiacevoli episodi, tutte le ambulanze in colonnina venivano fatte rientrare in sede dalla mezzanotte sino al mattino successivo. Per la Croce Verde A.P.M., le colonnine più frequentate erano Baracca, Cantore, Napoli, Ghirlandaio. Spesso si stazionava anche in XXIV maggio, Tibaldi/Sforza, Belfanti. Da Corsico si andava al Dazio o in Inganni/Lorenteggio. Qualche volta, rientrando liberi da Niguarda, capitava di fermarsi in Zara/Marche, ma ci si sentiva quasi all’estero, perché era una zona di Milano che si conosceva poco. Quando di notte si avevano due macchine in colonnina in Ghirlandaio e in Napoli, gli equipaggi chiedevano agli automobilisti di passaggio sulla circonvallazione di portare ai colleghi dell’altra macchina giornali o generi di conforto.

Altro aspetto di non poco conto era che in quegli anni tutti i servizi effettuati su richiesta del 7733 erano a carico del trasportato; dopo lo scarico in ospedale, il caposervizio doveva quindi chiedere il pagamento al paziente o ai parenti e rilasciare ricevuta. Se non era possibile incassare in quel momento, veniva spedita una lettera al domicilio dichiarato dal paziente, con un bollettino di conto corrente postale allegato. Il numero degli insoluti era purtroppo molto alto, ed era fra le principali cause delle gravi difficoltà economiche in cui versò la Croce verde A.P.M. in quegli anni.

Corriere della Sera del 16 febbraio 1994

La Centrale Operativa del 7733 ha rappresentato per 32 anni la struttura portante del soccorso urgente a Milano. Il 16 febbraio 1994 il servizio di coordinamento venne trasferito alla Regione Lombardia e la Centrale Operativa 118 fu installata a Niguarda, ove tutt’ora opera. La centrale operativa in Piazza Beccaria fu dismessa ed il numero 7733 venne spento per sempre.

 

Ha collaborato Fulvia Morosini, dal 1979 al 1989 volontaria e dipendente della Croce Verde A.P.M.