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1950 - La Sede di Via San Vincenzo

Dalla sua ricostituzione, nel 1945, la Croce Verde A.P.M. aveva trovato ospitalità in alcuni locali a Piano Terra del palazzo di Piazza San Sepolcro 9, che col passare degli anni e lo sviluppo delle attività dell’Associazione si rivelavano sempre più insufficienti.

Fu così che già nel 1948 il Consiglio Direttivo decise di mettersi alla ricerca di una nuova sede, più adatta e decorosa. Ma le instancabili ricerche risultarono infruttuose, in una Milano ancora deficiente di locali e che era tutta un fervore di ricostruzione, dopo le pesanti distruzioni provocate dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. L’unica soluzione era ricorrere ad un atto di audacia: decidere la costruzione ex-novo della Sede sociale. Così deliberò il Consiglio, ed il presidente Generale Menichelli fu incaricato di iniziare trattative con il Comune di Milano per ottenere in affitto un terreno su cui costruire la agognata sede.

Grazie all’interessamento dell’Assessore all’Urbanistica e Demanio Mario Venanzi, che era il figlio dell'Avv. Nello Venanzi e  Consigliere dell’Associazione, il Comune di Milano cedette in affitto per 30 anni 850 metri quadrati di terreno comunale in via San Vincenzo.


Il Consigliere Mario Venanzi, Assessore all'Urbanistica,
che fece assegnare il terreno per la nuova sede

L'isolato tra le vie S.vincenzo e s. Calogero nelle Mappe del Comune di Milano del 1946.
Il terreno era occupato da un campo da bocce e da alcuni magazzini sinistrati dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

 

Convocazione del Consiglio Direttivo del 12 gennaio 1949,
all'ordine del giorno la scelta per la nuova Sede

Per finanziare la costruzione venne aperta una sottoscrizione tra i soci e, con la garanzia personale del vicepresidente Commendator Mario Ghidoli, proprietario delle omonime telerie in Piazza Fontana, si poté ottenere dalla Banca Agricola Milanese un mutuo fiduciario di 20 milioni di lire.

Il vicepresidente Commendator Mario Ghidoli,
che diede garanzia personale per il mutuo 

Il Consiglio deliberò anche di indire una pubblica raccolta di fondi con la cartolina “Il Mattone”, ideata da un Consigliere e realizzata dal pittore Manca, che diede il discreto risultato di 700.000 lire raccolte.


La cartolina "Il Mattone"

Le Patronesse ed il Comitato Propaganda raccolsero un altro milione di lire, i militi decisero di dedicare al fondo per la sede tutto il ricavato delle mance ricevute e da ricevere. L’ottimo andamento del bilancio indusse la Presidenza a proporre al Consiglio l’acquisto del terreno già affittato per la Sede ed i consiglieri approvarono la nuova spesa, preventivata in 5 milioni di lire. Venne così sottoscritta una “privata scrittura” con cui il Comune di Milano si obbligava a cedere in proprietà alla Croce Verde A.P.M. l’area situata tra le Vie S.Calogero e San Vincenzo, al prezzo totale di Lire 4.455.633. La Cassa di Risparmio intervenne erogando un mutuo fondiario a tasso agevolato di Lire 4.500.000

Il progetto della sede fu realizzato dall’Architetto Raimondo Campanini, che volle offrire la sua opera gratuitamente; i lavori di costruzione iniziarono nel 1949 e vennero realizzati dall’Impresa Colombo.



La nuova sede ultimata

Nel corso dei lavori di costruzione, venne presa in considerazione l'ipotesi di costruire anche il secondo piano dell'edificio. Dal verbale della seduta del Comitato Esecutivo del 6 gennaio 1950 apprendiamo infatti che vennero formulate tre proposte per "... l'utilizzazione dell'area del secondo piano, qualora si addivenga al sopralzo" :

a) Creazione di gabinetti medici di polispecialità da affittare in conduzione a sanitari;

b) Creare un piccolo ente sanitario che integri specialità non ancora sfruttate da altri gabinetti polispecialistici;

c) Creazione di un ospedaletto da 25 letti, "...attrezzato per la degenza di quelli infortunati che abbiano necessità di immediato intervento chirurgico".

Le tre proposte furono oggetto di ampio dibattito, ma non riscossero particolare apprezzamento; un consigliere propose  di costruire comunque il secondo piano, per decidere in seguito cosa farne. Alla fine si decise di rimandare la questione al Consiglio Direttivo, che non prese in considerazione la proposta, molto probabilmente per non aggravare il costo di costruzione dell'edificio, che venne quindi completato col solo primo piano, come è tutt'oggi.

Il 1 ottobre 1950 la nuova Sede venne inaugurata; il Corriere della Sera diede la notizia con vari articoli. Nel 1954 la Sede venne ampliata con la costruzione di tre box nel cortile.